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Siccità: entro il 2050 “marea umana” in migrazione

Sono catastrofiche le previsioni del rapporto di “Christian Aid” per l’immediato futuro del nostro pianeta: un miliardo di sfollati entro il 2050, 3,2 miliardi di assetati entro il 2080. La colpa è dei paesi sviluppati – si legge nel documento - e dovrebbero essere loro a farsi carico dei costi per aiutare i paesi più colpiti

Entro il 2050 il riscaldamento globale causerà un miliardo di rifugiati e ciò provocherà nuovi conflitti per l’accesso alle risorse naturali. È ciò che si legge nel rapporto “Human Tide: The Real Migration Crisis” (La Marea Umana: la vera crisi della migrazione), commissionato dalla Christian Aid, una delle principali agenzie umanitarie del mondo. Secondo l’organizzazione i paesi più industrializzati sono i principali responsabili del cambiamento climatico: a loro spetta quindi pagare i costi necessari per aiutare le persone che saranno colpite dagli effetti del riscaldamento globale. Gli scienziati prevedono che nel prossimo secolo le temperature aumenteranno di un minimo di 1,8 ad un massimo di 3 gradi a causa dei gas climalteranti, causando carestie e inondazioni che minacceranno la sopravvivenza di milioni di persone. Il Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico sostiene che entro il 2080 oltre 3,2 miliardi di persone, un terzo della popolazione mondiale, non avrà acqua a sufficienza, 600 milioni non disporranno di abbastanza cibo e almeno 7 milioni dovranno affrontare costanti inondazioni. (fonte Ansa)

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