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Scajola: 2010, no agli incentivi-auto. Commenti e reazioni

Le dichiarazioni fatte ieri da Scajola, in merito al soppresso rinnovo degli eco-incentivi per le auto, è stato in qualche modo ripreso oggi, a margine del Premio Speciale Andrea Pininfarina. “Se non fosse stata chiarita la posizione (quella di non rinnovare gli eco-incentivi) i consumi si fermerebbero perché – spiega, a suo modo di vedere, il ministro – tutti rimarrebbero in attesa. E poi perché potremmo avere difficoltà molto più grosse nel 2011 o nel secondo semestre 2010. Ci pare che sia più saggio rientrare celermente nella normalità del mercato, non dando incentivi al consumo dell’auto, ma focalizzando alcune risorse sull’innovazione e sulla ricerca nel settore dell’auto e incentivando il consumo di alcuni prodotti che hanno particolarmente sofferto”.
Scajola non ha spiegato, in quella sede, cosa intendesse precisamente. Sta di fatto che la sua posizione ha riscosso oggi l’appoggio della Confindustria. “È una scelta – ha commentato Emma Marcegaglia – che viene incontro a esigenze espresse dal sistema Confindustria”.
D’accordo anche Fiat che con Marchionne si dichiara d’accordo insieme al presidente Luca Cordero a Montezemolo e al vicepresidente John Elkann: “L’importante era decidere in fretta. Senza gli incentivi nel mercato italiano dell’auto saranno vendute 350.000 auto in meno rispetto l’anno scorso, ma quella adottata dal governo è una scelta condivisa”.
D’accordo, ma per tutt’altri motivi anche l’Audiconsum. Insomma sì allo stop agli ecoincentivi 2010 sull’automobile perché i bonus governativi non fanno che prolungare la crisi del comparto auto. Invece gli incentivi per il trasporto pubblico, ancora secondo Audiconsum, sarebbero l’unica alternativa all’auto privata, sempre che bus, treni e metrosiano efficienti.
Anche i produttori di autoveicoli esteri confermano che nel 2010 ci saranno non pochi problemi. Per tutti parla Ford che, per voce di Gaetano Thorel, presidente e amministratore delegato della filiale italiana, afferma “sarà un anno difficile senza gli incentivi che per l’auto hanno due obiettivi: da un lato lo svecchiamento del parco circolante che in Italia è il più vecchio d’Europa e, dall’altro, contribuire all’aumento del Pil visto che il comparto automotive, tra diretto e indotto, rappresenta circa l’11% del prodotto interno lordo italiano”.

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