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USA: dai democratici in Senato, un piano sul clima da 400 miliardi

Il piano sul clima dei democratici prevede almeno 10 milioni di posti di lavoro in settori “verdi”

(Rinnovabili.it) – I Democratici del Senato degli Stati Uniti hanno presentato un piano sul clima che richiede al governo USA di stanziare più di 400 miliardi di dollari all’anno per eliminare le emissioni di gas serra entro il 2050. Il piano è l’ultimo di una serie di progetti dei Democratici che descrivono in dettaglio come gli Stati Uniti possano combattere il riscaldamento globale.

Sebbene sia probabile che il piano sul clima non venga approvato (essendo il Senato controllato dai repubblicani), potrebbe però ottenere qualche successo se la Camera passasse al controllo democratico dopo le elezioni di novembre.

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“Quando i Democratici riprenderanno la maggioranza al Senato, saremo uniti per muoverci rapidamente, ha dichiarato il leader democratico del Senato, Chuck Schumer, a Reuters. “L’approvazione della legislazione sul clima sarà una priorità assoluta“.

Il piano sul clima mirerebbe a creare almeno 10 milioni di posti di lavoro in settori come la produzione di energia pulita e la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, e richiederebbe anche la riforma delle leggi sul lobbismo per ridurre l’influenza delle industrie dei combustibili fossili (tutelate, invece, dall’amministrazione Trump, che ha sempre minimizzato i rischi del cambiamento climatico).

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Tuttavia, alcuni gruppi ambientalisti hanno affermato che il piano dei Democratici non è andato abbastanza lontano e hanno chiesto l’eliminazione dei sussidi per le compagnie petrolifere e del gas. “I Democratici del Senato parlano bene quando si tratta di giustizia ambientale, diritti dei lavoratori e crisi climatica, ma questo rapporto non passa dalle parole ai fatti, ha detto in un comunicato Charlie Jiang, un attivista per il clima di Greenpeace USA.

Il rapporto, inoltre, afferma che il costo del piano sul clima, pari a circa il 2% del prodotto interno lordo degli Stati Uniti, è giustificato dall’urgenza della crisi e dal disagio economico molto più grave, in termini economici, causato dal cambiamento delle temperature. Non a caso, almeno il 40% dei benefici di spesa per il clima andrebbe a vantaggio delle comunità a basso reddito.

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