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Energia e caro bollette: estese le misure di emergenza europee

misure di emergenza energia
Credits: CAN Europe (CC0)

Nuove scadenze per le misure di emergenza contro la crisi dell’energia

(Rinnovabili.it) – Ancora un anno di tempo per le misure di emergenza europee in tema energia. Il 19 dicembre il Consiglio dell’UE ha raggiunto un accordo politico sulla proroga di tre provvedimenti temporanei, adottati nel 2022 per rispondere alla crisi energetica. Parliamo del regolamento 2022/2576 che promuove la solidarietà, il regolamento 2022/2577 che istituisce un quadro per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e il 2022/2578 che istituisce un price cap per il gas.

Per tutti e tre gli atti la fine del periodo di applicazione era ormai prossima, ma le incertezze che oggi contraddistinguono la situazione energetica europea hanno spinto il Blocco a non abbassare la guardia. Nonostante l’inizio dell’inverno relativamente buono, grazie a temperature più miti e alti livelli dello stoccaggio del gas, la situazione geopolitica rimane, infatti, molto tesa. Secondo stime effettuate dall’agenzia stampa Reuters, il gigante energetico russo Gazprom ha trasportato 27 miliardi di metri cubi di gas in Europa quest’anno; cifra in forte calo rispetto ai 180 miliardi di metri cubi consegnati nel 2018. Per scongiurare nuovi problemi, un piccolo differimento dei termini è apparso come l’intervento più logico.

La proroga delle tre misure di emergenza è necessaria per affrontare una situazione ancora fragile nell’UE dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”, ha commentato al termine dell’accordo Teresa Ribera, ministra spagnola per la transizione ecologica. “Ciò ci consentirà di garantire la stabilizzazione dei mercati energetici, alleviare gli effetti della crisi e proteggere i cittadini dell’UE da prezzi energetici eccessivi”.

Misure di emergenza: rafforzare la solidarietà

Il regolamento che rafforza la solidarietà sarebbe dovuto “scadere” il 31 dicembre di quest’anno. I ventisette hanno concordato una proroga fino al dicembre 2024 e hanno approvato  l’eliminazione dell’articolo 10 sulla partecipazione obbligatoria all’aggregazione della domanda. Ricordiamo che il regolamento in questione predispone diverse misure di emergenza temporanee contro la crisi dell’energia, dall’aggregazione della domanda e acquisto di gas in comune al Potenziamento dell’uso degli impianti GNL. Passando per un meccanismo di gestione dell’eccesso di volatilità infragiornaliera sui mercati dei derivati energetici e nuove norme per gli obblighi di solidarietà energetica tra Stati Membri.

Price cap sul gas

Il regolamento 2022/2578/CE ha creato un meccanismo di correzione del mercato per prevenire prezzi del gas eccessivamente elevati nell’UE che non riflettono i prezzi sul mercato mondiale. Nel dettaglio il provvedimento ha istituito un tetto (price cap) massimo affinché i prezzi del gas non superassero i 180 euro per MWh.Il meccanismo non è mai entrato in funzione ma i ministri hanno concordato di prolungare il periodo di applicazione del regolamento, prorogandolo per un ulteriore anno, fino al 31 gennaio 2025.

“A nome del nostro Paese – ha dichiarato il ministro italiano dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, che ne era stato il promotore abbiamo chiesto e ottenuto il rinnovo per un anno della clausola sul tetto al prezzo del gas: i prezzi odierni non sono quelli di un anno fa, ma le tensioni restano e dobbiamo tenere sempre attivi i nostri meccanismi di difesa”.

Velocizzare la diffusione delle rinnovabili

Il regolamento 2022/2577/CE ha istituito un quadro temporaneo per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili in attesa che la direttiva RED III entrasse in vigore. Le norme redatte velocizzano il processo di concessione delle autorizzazioni e la realizzazione di impianti, e si applicavano originariamente solo fino al 30 giugno 2024. Ma con i ritardi accumulati dalla RED III, è parso evidente la necessità di un proroga dei termini. Il Consiglio ha pertanto convenuto di estendere il periodo di applicazione di alcune disposizioni modificate del regolamento fino al 30 giugno 2025. In questo caso, però, le modifiche vanno oltre la semplice proroga.

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