Altro che km 0: la Growing Underground coltiva 22 t di verdure l'anno nei vecchi rifugi antiaerei di Londra grazie a luci a LED e coltura idroponica. I prodotti sono venduti nella City anche a domicilio
(Rinnovabili.it) – Da rifugio anti-aereo a fattoria verticale urbana. È la scommessa di Growing Underground, la start-up inglese che ha preso molto sul serio il senso dell’etichetta “chilometro zero”. Qualche metro sotto l’asfalto di Clapham, semi-periferia sud di Londra dove per sopravvivere alle bombe di Hitler ci si nascondeva nei rifugi sotterranei, oggi abbandonati. Qui oggi si coltiva senza luce naturale e in poco spazio. E l’azienda riesce a vendere i suoi prodotti al mercato di New Covent Garden e pure a fare consegne a domicilio.
36 metri sotto terra ha trovato 6.000 mq di spazio utile per coltivare piselli, rucola, basilico rosso, ravanelli, erba cipollina, ma anche aglio, finocchio e coriandolo. Dopo essere germogliati in una parte umida del tunnel, lasciata buia, i piantini vengono collocati sotto i LED e cresciuti con tecnica idroponica.
Il progetto è economicamente sostenibile, spiegano i fondatori, solo grazie ai progressi nell’illuminazione a risparmio compiuti negli ultimi 5 anni. Inoltre, l’idroponico riesce a riciclare circa il 90% dell’acqua immessa nel sistema. La produzione attuale è di 60 kg di ortaggi al giorno, quasi 22 tonnellate l’anno.
Dal prossimo anno la Growing Underground produrrà anche insalata, meno redditizia. E gli obiettivi sono stendere un rapporto sull’impronta ecologica della vertical farm a breve e capire come abbatterla. Tra le proposte già allo studio, rimpiazzare i prodotti provenienti dalla filiera del petrolchimico, usati come nutrienti per l’idroponico, con qualche alternativa più naturale.