Giorgetti: “Non idonee sono quelle aree di pregio ambientale e storico-artistico, da tutelare per la loro peculiarità in tema di tradizioni agroalimentari locali, biodiversità e paesaggio rurale”
La questione sul tavolo dell’amministrazione regionale è quella che sta tenendo banco anche in altri governi locali (vedi ad esempio Toscana e Piemonte) e riguarda la selezione di aree e siti che, per vari motivi, non si prestano ad accogliere nuovi impianti solari con moduli ubicati a terra. “Cittadini e aziende erano in attesa che si facesse la necessaria chiarezza su questi delicati aspetti che condizionano l’attività in un settore di grande interesse economico e ambientale”, rileva l’assessore Giorgetti. Nella lista dei siti bollati come “non idonei” rientrano ovviamente quelle aree particolarmente vulnerabili alle trasformazioni, aree di pregio ambientale e storico-artistico, zone tipiche in tema di tradizioni agroalimentari locali (produzioni biologiche, DOP, IGP, DOC, DOCG, produzioni tradizionali), biodiversità e paesaggio rurale. In tutto il territorio regionale, conferma la Giunta veneta, gli impianti fotovoltaici a terra potranno essere realizzati subordinatamente alla compatibilità degli stessi con gli atti di pianificazione territoriale vigente, nonché con gli strumenti di tutela e di gestione previsti dalle specifiche normative di settore.
L’amministrazione regionale ha anche stabilito che gli impianti di potenza fino a 6 kW rientrino nella categoria dell’autoconsumo e vengano di conseguenza esclusi dalla norma; infine, uno specifico Registro regionale delle superfici interessate all’istallazione si prenderà l’onere di garantire la corretta pianificazione delle trasformazioni nelle “aree ad elevata utilizzazione agricola”. Il provvedimento è ora in fase di valutazione da parte della Commissione consiliare competente.