Usa pannelli isolanti sottovuoto (VIP) per il pavimento e materiali a cambiamento di fase per le pareti. L'inerzia termica garantisce un'escursione interna di meno di 3°C anche quando fuori si passa dai 10° ai 30°C
(Rinnovabili.it) – Thomas Primault è un ingegnere francese appassionato di cultura giapponese, tanto che la sua abitazione in Bretagna si ispira all’architettura dell’estremo oriente e si trova all’interno di un vero e proprio giardino zen. Così, quando alla sua attività di ingegnere specializzato in isolamento termico si è aggiunta quella di consulente per il design di Passivhaus con il Projet Mizu, quella che doveva restare la stanza del tè si è trasformata nel prolungamento del suo ufficio. Impossibile recuperare altro spazio. Allora Primault ha deciso di progettare una nuova stanza da tè, in legno e con standard di casa passiva, anche questa in stile giapponese.
L’efficienza energetica della nuova stanza da tè dipende poi in larga parte dal sistema di isolamento impiegato per le pareti. In questo caso Primault ha optato per materiali a cambiamento di fase, che garantiscono un’elevata inerzia termica. I test effettuati dall’ingegnere certificano che anche a fronte di un’escursione termica esterna notevole, dai 30 gradi di giorno ai 10 gradi la notte, la temperatura interna della sua casa passiva subisce un’escursione di appena 2,5 gradi.
Queste prestazioni permettono di fare a meno dell’impianto di riscaldamento. In effetti, l’unica fonte di calore necessaria a scaldare l’intero ambiente è proprio la teiera: basta questo per compensare le perdite di calore.