
Fare la ricarica dell’auto elettrica al “vecchio” distributore di carburante. Installando colonnine EV a fianco delle pompe di gasolio e benzina. È il fulcro del protocollo d’intesa firmato il 25 febbraio da Motus-E e UNEM al ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), pensato per promuovere la ricarica EV presso le stazioni di servizio e dare supporto tecnico alle aziende. L’obiettivo è incentivare la transizione energetica nel settore della mobilità in un’ottica di collaborazione e neutralità tecnologica.
Ricarica EV nelle stazioni di servizio, arriva un Tavolo Tecnico ad hoc
Che cosa prevede, concretamente, l’intesa siglata alla presenza del sottosegretario Massimo Bitonci? La cooperazione tra Motus-E e UNEM si articola attorno a un Tavolo Tecnico, a cui siederanno rappresentanti di entrambi i soggetti.
Il Tavolo Tecnico darà gli strumenti tecnici di supporto alle aziende associate. Da un lato le aziende attive nell’ambito della raffinazione, dello stoccaggio e della distribuzione di prodotti petroliferi e di prodotti energetici low carbon. Dall’altro, gli operatori industriali e i protagonisti della filiera automotive impegnati sul versante dell’elettrico.
Non solo. Il Tavolo supporterà anche le istituzioni e gli enti competenti per stilare norme, regolamenti e documenti attuativi necessari per facilitare la dotazione di colonnine di ricarica presso gli impianti carburanti stradali e autostradali.
“Il protocollo nasce dalla comune esigenza di trovare soluzioni per la promozione di una mobilità sempre più decarbonizzata che risponda ad una logica di pluralità e neutralità tecnologica – commenta il presidente di UNEM Gianni Murano – e la rete di distribuzione carburanti è un luogo prezioso dove installare le colonnine di ricarica”.
Italia avanti sule colonnine, ma restano molti problemi
L’Italia è uno dei paesi in Europa con l’infrastruttura di ricarica per auto elettriche più sviluppata. Nonostante il primato, lo sviluppo della rete di charging points ha delle zone d’ombra e delle criticità. Anche se siamo sopra quota 60.000 punti ricarica, le colonnine sono distribuite in modo disomogeneo sul territorio nazionale, secondo l’asse Nord-Sud e secondo il divario città-aree rurali. In autostrada la ricarica EV è ancora poco diffusa (circa 1.000), così come sono relativamente pochi i punti con ricarica ultra-veloce.
Tra i problemi più impellenti c’è il rendere redditizi gli investimenti in stazioni di ricarica EV. L’aumento dell’uso dei punti di ricarica, poi, farebbe scendere i costi per gli utenti. Il 17% delle colonnine esistenti non è ancora connesso, mentre l’Italia rischia di non riuscire a spendere tutti i soldi messi a disposizione dal PNRR (gli ultimi bandi hanno raccolto adesioni ben sotto le aspettative, anche per requisiti che ostacolano la partecipazione di aziende di taglia medio-piccola).
Lo sviluppo di punti di ricarica EV alle stazioni di servizio tradizionali è una leva che molti osservatori suggeriscono di usare per supportare la diffusione della mobilità elettrica in Italia.