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Perché la rete di trasmissione elettrica non tiene il passo con la domanda?

Perché la rete di trasmissione elettrica non tiene il passo con la domanda?

Foto di James Wainscoat su Unsplash

Perché la rete di trasmissione elettrica non tiene il passo con la domanda?
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Pubblicato il report IEA “Costruire la futura rete di trasmissione”

Negli ultimi 10 anni, a livello globale, sono stati costruiti ben 1,5 milioni di chilometri di nuove reti di trasmissione elettrica. Parecchi ma non abbastanza per tenere il passo con la crescita della domanda energetica e con la velocità con cui eolico e fotovoltaico stanno penetrando nel sistema.

Ad analizzare le sfide presenti e future per il comparto è oggi un nuovo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia IEA, dal titolo “Building the Future Transmission Grid: Strategies to Navigate Supply Chain Challenges”. Il documento esplora il panorama in evoluzione degli investimenti nelle infrastrutture elettriche di trasmissione e le tendenze chiave relative alla catena di fornitura dei principali componenti. Ma soprattutto identifica una serie di strategie praticabili per affrontare le sfide presenti e future con un focus sulle linee di trasmissione con tensioni superiori a 66 kilovolt. 

Gli investimenti nella rete di trasmissione elettrica globale

Lo scenario in cui si muove l’analisi IEA è cosa nota. L’espansione e la modernizzazione della rete di trasmissione elettrica rappresentano elementi essenziali per un sistema energetico sicuro, conveniente e sostenibile. Ancora di più oggi che abbiamo inaugurato una nuova era per il vettore attraverso tendenze come l’elettrificazione dei consumi, il crescente utilizzo di aria condizionata, elettrodomestici, veicoli elettrici e pompe di calore, e l’espansione dei data center.

Ma per far crescere il settore in linea con l’aumento del consumo globale di elettricità sono necessarie nuove risorse. L’agenzia stima che con le attuali impostazioni politiche, gli investimenti infrastrutturali dovrebbero superare annualmente i 200 miliardi di dollari fino alla metà degli anni ’30; per poi raggiungere i 250-300 miliardi di dollari e aiutare il sistema energetico ad allinearsi agli obiettivi di decarbonizzazione.

Peccato che non basti semplicemente aprire il portafoglio. Esistono anche una serie di nodi strutturali da sciogliere.

Le sfide presenti e future per la rete di trasmissione elettrica

Oggi il comparto soffre di un grande problema: la lentezza autorizzativa. “L’infrastruttura della rete ha faticato a tenere il passo con la velocità con cui nuove fonti rinnovabili stanno entrando nel sistema”, scrive l’Agenzia Internazionale dell’Energia. “Questa discrepanza ha portato a ritardi nell’implementazione dei progetti e a una maggiore incertezza finanziaria”.

Incertezza che è andata crescendo quando la catena di approvvigionamento ha iniziato a presentare le prime strozzature. Un sondaggio somministrato della IEA a leader del settore ha rilevato che la fornitura di cavi e trasformatori di potenza oggi richiede il doppio del tempo rispetto al 2021; rispettivamente 2-3 anni e fino a 4 anni.

E componenti specializzati affrontano ritardi ancora più lunghi, con tempi di consegna per i cavi a corrente continua in grado di superare i 5 anni.

Non si tratta dell’unica preoccupazione. Nello stesso periodo, come è intuibile, si è registrato un aumento dei prezzi per la componentistica. “In termini reali, i costi dei cavi sono quasi raddoppiati dal 2019, mentre i prezzi dei trasformatori di potenza sono aumentati di circa il 75% […] Anche i materiali di base come rame, alluminio e acciaio elettrico a grani orientati hanno registrato aumenti di prezzo”. E costi in crescita e lunghi tempi di consegna stanno inevitabilmente facendo lievitare la spesa per i nuovi progetti.

Strategie IEA per affrontare le sfide della supply chain

Tuttavia la IEA non si limita a mettere in file le sfide per la rete di trasmissione elettrica globale. Nello stesso rapporto l’Agenzia riporta una serie di strategie per affrontarle. Otto raccomandazioni quali:

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