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Piano d’azione per l’energia accessibile, ecco la strategia UE salva bollette

La Commissione ha adottato il Piano d'azione sull'energia accessibile, strategia per ridurre le bollette energetiche di industrie, aziende e famiglie, mettendo i Ventisette al riparo da nuove crisi

Piano d'azione per l'energia accessibile, Bruxelles guarda alle fossili

L’Affordable Energy Action Plan punta a risparmiare 260 mld/anno al 2040

Fornire una risposta rapida e decisa che riduca i prezzi dell’energia nell’immediato e rendere il sistema energetico a prova di futuro. Questi gli obiettivi principali che guidato la scrittura del Piano d’Azione per l’energia accessibile (Action Plan for Affordable Energy). Il piano è stato presentato stamane dalla Commissione europea, assieme all’atteso Clean Industrial Deal, mettendo nero su bianco i quattro pilastri della strategia comunitaria:

  • Ridurre dei costi energetici.
  • Completare l’Unione dell’Energia.
  • Attrarre gli investimenti.
  • Essere pronti a nuove crisi energetiche.

Con l’obiettivo ultimo d’arrivare ad risparmio complessivo stimato di 45 miliardi di euro nel 2025. Puntando ai 130 miliardi di euro di risparmi annui entro il 2030 e 260 miliardi di euro l’anno entro il 2040. 

“Le sfide odierne richiedono azioni audaci e ambiziose per ridurre i prezzi dell’energia e salvaguardare la nostra sicurezza”, ha commentato Dan Jørgensen, Commissario europeo per l’energia e l’edilizia abitativa. “La risposta a queste sfide risiede in un’Unione energetica più pulita, più economica, più efficiente e connessa. Ecco perché non faremo un passo indietro sulla transizione verde. Bensì faremo un passo avanti, con determinazione e urgenza”.

Piano d’Azione Energia Accessibile: Ridurre i costi dell’energia

Il piano offre una serie di misure con cui affrontare i prezzi dell’energia, tornati a crescere a fine dello scorso anno e, in ogni caso, ormai lontani dai livelli pre crisi. Basti pensare che oggi l’elettricità è circa 3 volte più costosa del gas in molti paesi europei. E che per le industrie, i prezzi elettrici al dettaglio risultano in media quasi di quelli di inizio 2021.

Una situazione che non solo colpisce duramente oltre 40 milioni di europei considerati già in povertà energetica, ma che mina direttamente la competitività industriale del Blocco. Mettendo a rischio sicurezza e sostenibilità.

Di seguito le 4 macro azioni previste per ridurre i costi.

Capitolo Bollette

Il primo passo riguarda proprio le bollette. La Commissione suggerisce infatti di ridurre l’importo delle fatture elettriche, agendo su oneri di rete e tasse.

  1. Nel secondo trimestre del 2025 la Commissione Europea proporrà nuove metodologie tariffarie per gli oneri di rete finalizzate ad incentivare la flessibilità, mantenendo al contempo l’incentivo a investire nella rete e la parità di condizioni. Se necessario, seguirà una proposta legislativa una proposta legislativa per renderla giuridicamente vincolante.
  2. Il Consiglio dovrebbe concludere la revisione della Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici (ETD), proposta nel 2021, che mira ad allineare la tassazione dei prodotti energetici alle politiche energetiche e climatiche dell’UE. E i Ventisette possono già oggi utilizzare i fondi statali per ridurre le tasse in fattura puntando ad aliquote minime di accisa di 0,5 euro/MWh per le imprese e ad aliquota IVA ridotta al 5%.
  3. Nel terzo trimestre 2025, l’Esecutivo UE proporrà un Pacchetto Energia per i Cittadini per aumentare la partecipazione dal basso alla transizione energetica. Il pacchetto fornirà orientamenti agli Stati membri per aiutare i consumatori a risparmiare, cambiare fornitore e modificare i contratti. E definirà misure per ridurre la povertà energetica, anche tramite le CER.

Capitolo Fornitura Elettrica

Il Piano d’Azione Energia Accessibile mira anche a ridurre il costo della fornitura di elettricità. L’obiettivo della Commissione europea è disaccoppiare le bollette elettriche al dettaglio dai prezzi del gas elevati e volatili.

Come? Lanciando nel secondo trimestre 2025 con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), un programma pilota di contro-garanzie per gli Accordi di Acquisto di Energia (PPA) intrapresi dalle aziende per un importo indicativo di 500 milioni di EUR. Fornirà inoltre orientamenti agli Stati membri sulla progettazione di contratti per differenza efficaci, compresa la loro combinazione con i PPA; e adotterà nuove regole per sostenere l’ulteriore sviluppo dei mercati a termine europei e aumentare le opportunità di copertura.

Occhi puntati anche sulla riduzione dei tempi di autorizzazione per gli impianti. In questo caso i Ventisette dovranno fare la maggior parte del lavoro, ma Bruxelles li sosterrà con orientamenti e supporto tecnico. Inoltre presenterà alcune proposte legislative per accelerare le autorizzazioni per reti, stoccaggio e rinnovabili; compresa la semplificazione delle valutazioni ambientali e l’abbreviazione dei termini per i permessi, come parte del Pacchetto Reti Europeo.

Valutando anche “la semplificazione delle pratiche di licenza per le nuove tecnologie di energia nucleare e pubblicando una Comunicazione SMR” ma solo nel 2026.

Infine presenterà nuovi dati più granulari sui potenziali per l’eolico offshore e per il solare fotovoltaico nell’Energy and Industry Geography Lab (aprile 2025).

Le reti elettriche

Nel 1° trimestre 2026 la Commissione presenterà un Pacchetto Reti Europeo, composto da proposte legislative e misure non legislative per: semplificare i regolamenti delle TEN-E; migliorare la pianificazione delle reti, interconnector compresi; promuovere la digitalizzazione e l’innovazione; aumentare la visibilità delle esigenze di approvvigionamento della produzione. Di pari passo la BEI offrirà un pacchetto di contro-garanzie ai produttori di componenti di rete, con un importo indicativo di almeno 1,5 miliardi di euro.

La Flessibilità

Il Piano d’azione per un’Energia Accessibile punta anche ad aumentare la flessibilità del sistema implementando lo stoccaggio e la risposta alla domanda. Agli stati membri è chiesto di rimuovere immediatamente le barriere nazionali in questo segmenti, mentre la Commissione UE adotterà nuove regole sul demand-response per assicurarsi che i consumatori traggano pieno vantaggio finanziario da questo meccanismo entro il primo trimestre del 2026.

Bruxelles si impegna anche chiarire i requisiti degli aiuti di Stato per i regimi di flessibilità non fossile nel nuovo quadro degli aiuti di Stato (2° trimestre 2025) e ad elaborare orientamenti sulla promozione della remunerazione della flessibilità nei contratti al dettaglio ( trimestre 2025).

Capitolo Mercato del Gas fossile

Ma il Piano d’Azione per l’energia accessibile (Affordable Energy Action Plan) rivela una strategia più ampia con proposte focalizzate anche sulle fonti fossili. All’inizio di questo mese, la Commissione ha istituito una Task Force sul Mercato del Gas per esaminare in modo approfondito i mercati del gas naturale dell’UE e, ove necessario, intraprendere azioni per garantire il loro funzionamento ottimale e prevenire pratiche commerciali che distorcono la formazione dei prezzi basata sul mercato

Inoltre l’esecutivo UE “si impegnerà immediatamente con fornitori di GNL affidabili per identificare ulteriori importazioni competitive in termini di costi da progetti di esportazione esistenti e futuri; proporrà, tra l’altro, l’aggregazione della domanda per le aziende dell’UE che stipulano contratti di lavorazione a pagamento presso impianti di GNL in tutto il mondo e contratti di opzione di fornitura; esplorerà opzioni che vanno oltre l’aggregazione della domanda e prenderà in considerazione altri approcci”.

Magari imitando il Giappone e acquistando quote di partecipazione in iniziative di GNL all’estero in cambio di un accesso al gas continuo e a prezzi preferenziali.

Capitolo Efficienza Energetica

Secondo il piano d’azione l’Esecutivo comunitario in collaborazione con la BEI studierà la creazione di un regime di garanzie UE con l’obiettivo di raddoppiare i servizi di efficienza energetica per le piccole e e medie imprese (4° trimestre del 2025). Un progetto pilota, potenzialmente parte dell’operazione di blending InvestEU con LIFE CET per l’assistenza tecnica, è previsto nel 2026.

Inoltre saranno aggiornate immediatamente le norme UE sull’etichettatura energetica e sull’ecodesign. “Gli Stati membri dovrebbero considerare l’utilizzo di incentivi per i consumatori per sostituire i loro vecchi elettrodomestici con alternative ad alta efficienza energetica”.

Piano d’azione per l’energia accessibile, come evitare le crisi

Uno degli obiettivi cardine della nuova strategia è ovviamente evitare una seconda crisi energetica come quella scoppiata nel 2021 e acuitasi nel 2022. Per questo motivo Bruxelles ha pianificato tre azioni principali

  • Un nuovo quadro normativo per la sicurezza energetica: in definizione una proposta legislativa per una revisione dell’attuale quadro normativo UE da presentare ad inizio 2026 che permetta una migliore preparazione per i periodi di stress dell’offerta.
  • Nuovi orientamenti della Commissione agli Stati membri sullo sviluppo e l’attuazione di regimi per abbassare la domanda di picco introducendo incentivi di remunerazione per i consumatori. I gestori dei sistemi di trasmissione (TSO) dovranno introdurre e attivare misure ad hoc per spostare la domanda a un momento successivo.
  • Collaborare con i gestori dei sistemi di trasmissione (TSO) e le autorità nazionali di regolamentazione per garantire aumenti temporanei delle capacità transfrontaliere disponibili in determinate situazioni.

Le richieste delle associazioni per il Piano d’Azione Energia Accessibile

Le associazioni di settore si erano già fatte avanti con una serie di richieste. Le ultime ad arrivare sono quelle di Wind Europe e CAN Europe.

La prima che rappresenta la filiera eolica in Europa, ha chiesto alla Commissione UE di concentrarsi sulle seguenti priorità:

  1. Tassazione a sostegno dell’elettrificazione e dell’integrazione delle energie rinnovabili: allineare le tasse sull’energia agli obiettivi climatici.
  2. Reti efficienti e soluzioni flessibili: incrementare gli investimenti nelle infrastrutture di rete e nelle soluzioni flessibili come l’accumulo di energia e la risposta alla domanda.
  3. Espansione della fornitura affidabile di energia elettrica rinnovabile: accelerare la diffusione delle energie rinnovabili attraverso quadri normativi stabili, contratti elettrici a lungo termine e incentivi agli investimenti.
  4. Supportare le comunità che ospitano fonti rinnovabili: fornire vantaggi diretti alle comunità che ospitano progetti di energia rinnovabile.
  5. Creare un business case per l’elettrificazione industriale: supportare le industrie nella transizione verso l’elettrificazione attraverso meccanismi finanziari mirati e creando domanda di prodotti ecologici.

Per CAN Europe, che ricorda come sia essenziale evitare nuove estrazioni e infrastrutture per il gas fossile così come prolungare le importazioni di GNL, le priorità sono:

  1. Accelerare la diffusione delle FER
  2. Aumentare risparmio ed efficienza energetica con obiettivi di riduzione dei consumi in tutti i settori.
  3. Ridurre la domanda di gas, prolungando e rendendo obbligatori i risparmi imposti dal Regolamento 2022/1369).
  4. Aumentare la flessibilità del sistema con misure per la flessibilità della domanda e soluzioni di stoccaggio.
  5. Promuovere la partecipazione dei cittadini.
  6. Incrementare gli investimenti per lo sviluppo della rete, semplificando anche i finanziamenti pubblici.
  7. Proteggere i consumatori vulnerabili, ottimizzando i contratti per differenza per incentivare le rinnovabili e redistribuendo i ricavi ai consumatori a basso reddito.
  8. Riformare la Direttiva sulla tassazione dell’energia per allineare le imposte ai costi ambientali.

Articolo del 19 febbraio 2025, aggiornato al 26 febbraio 2025.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.