Rinnovabili

Portogallo, le rinnovabili 2021 hanno coperto il 59% dei consumi elettrici

rinnovabili 2021
Immagine di PxHere

Rinnovabili 2021, l’anno d’oro delle fer portoghesi

(Rinnovabili.it) – Per il settore elettrico portoghese il 2021 è stato un anno di grandi cambiamenti. Alle prese, come il resto dell’Europa, con gli effetti del caro energia, il Paese ha messo definitivamente un punto sulle centrali termoelettriche a carbone. Chiudendo l’ultimo impianto con ben nove anni di anticipo rispetto la programmazione. Come recuperare la potenza persa? In parte con il gas naturale, i cui consumi sono aumentati del 4,6 per cento, in parte con le green energy.

E sono proprio le rinnovabili 2021 ha aver segnato in Portogallo uno dei risultati più eclatanti stando ai dati della REN. La produzione verde, in crescita di diversi punti percentuali rispetto al dato 2020, ha approfittato delle ottime condizioni meteorologiche per aumentare il suo apporto. Lo scorso anno, infatti le fonti rinnovabili hanno coperto il 59 per cento dei consumi elettrici portoghesi; con un picco del 66 per cento a dicembre. 

In programma una nuova crescita solare

Entrando nel dettaglio delle rinnovabili 2021, l‘eolico ha rappresentato il 26 per cento del fabbisogno totale grazie a un indice di produttività sopra la media storica. A seguire l’idroelettrico con il 23 per cento, le biomasse con il 7 per cento e il fotovoltaico con il 3,5 per cento. 

L’energia solare, pur rimanendo la meno significativo tra gli apporti verdi, ha registrato una crescita del 37% rispetto l’anno precedente. E nel futuro prossimo la quota dovrebbe crescere rapidamente. È di questi giorni la notizia che la tedesca Newcon Energy abbia pianificato nel Paese una pipeline di 5,8 GW solari tramite la sua sussidiaria Solcarport, parte una più ampia offensiva statale che dovrebbe realizzare ben 80 progetti fotovoltaici nei prossimi anni.

I risultati delle rinnovabili 2021 arrivano in un momento di piena ripresa della domanda energetica. I consumi elettrici nazionali sono infatti aumentati del 1,7 per cento su base annuale, nonostante la domanda sia ancora ben lontana dalle performance del 2019.

In questo contesto la produzione non rinnovabile ha fornito il 31 per cento dei consumi. Un dato diviso tra gas naturale con il suo 29 per cento e dal carbone, con l’ultimo impianto chiuso a fine novembre, che ha rappresentato meno del 2 per cento. Il saldo delle importazioni ha fornito il restante 10 per cento circa. 

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