L’indagine Eurobarometro presentata oggi rivela come le piccole e medie imprese stiano affrontando molto bene il passaggio verso la green economy
Nonostante le prospettive siano più che rosee, viene tuttavia sottolineata la necessità di rimuovere certi ostacoli che ne rallentano l’efficacia operativa. Tra questi, la debolezza sui mercati esteri (l’87% delle PMI attive nella green economy opera sui mercati nazionali) e la burocrazia, fatta da procedure amministrative e legali transfrontaliere troppo complesse e caratterizzate oltretutto da costi elevati. Per queste realtà il volano per una crescita verde può essere rappresentato da opportune misure politiche, in cui ovviamente gli incentivi finanziari giocano un ruolo fondamentale. “Sono lieto di constatare che le PMI stanno sfruttando questo enorme potenziale inutilizzato che si tradurrà in maggiore innovazione, in PMI più competitive e in un maggior numero di posti di lavoro”, ha commentato il Vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’Industria e l’imprenditoria, Antonio Tajani, convinto che ci sia ancora molto da fare, a cominciare dall’estensione delle attività verdi delle PMI europee anche ai mercati stranieri. “Se si tiene conto che l’UE rappresenta circa un terzo del mercato mondiale delle industrie ambientali – ha aggiunto Tajani – ciò rivela un enorme potenziale che consentirebbe alle PMI di espandersi”.