Alla domanda risponde l’Associazione che rappresenta oggi Imprese operanti nella Generazione distribuita, presentando una proposta alla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera
- la generazione distribuita di energia unitamente alle reti energetiche private, migliorando altresì la generazione centralizzata unitamente alle infrastrutture di rete;
- azioni che contengano i consumi finali e garantiscano ricadute occupazionali;
- la promozione di strumenti di sostegno non speculativi per i cittadini e le aziende che intendano investire nell’efficienza energetica ed in fonti rinnovabili.
“Il sistema energetico nazionale è caratterizzato ancora da forti elementi di criticità e vulnerabilità – ha dichiarato il presidente di Ascomac Cogena Giorgio Bergamini – e questo fattore penalizza la crescita produttiva a causa del permanente gap in termini di prezzo ma anche per un deficit infrastrutturale rispetto ad altri paesi europei”. Per questo motivo, secondo Bergamini “l’Italia deve puntare sul connubio “Efficienza/Risparmio energetico e Fonti rinnovabili” quale importante occasione di sviluppo economico, sociale oltre che opportunità per un nuovo mercato sostenibile e per nuove professionalità”.
“A tutto questo – ha sottolineato il Segretario generale Carlo Belvedere – si devono aggiungere azioni mirate per gli edifici. Questi ultimi sono responsabili del 40% del consumo globale di energia nell’Unione europea. Pertanto riteniamo indispensabile avviare la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare attraverso seri audit energetici, la attuazione di un meccanismo di certificazione energetica per tutti gli edifici, fino a raggiungere l’obiettivo di costruzioni/infrastrutture a impatto quasi zero”. Bergamini sottolinea anche la necessita per il Paese di una normativa specifica in grado di sviluppare reti intelligenti private a supporto della generazione distribuita di energia da fonti rinnovabili e da cogenerazione ad alto rendimento.
Attraverso le reti intelligenti private, ha concluso Belvedere, si valorizza “l’autoapprovvigionamento energetico a favore di pluralità di clienti finali e cioè la possibilità di autoproduzione di energia da parte di aree artigianali, industriali e commerciali, centri servizi direzionali, centri commerciali, P.A, centri residenziali, condomini. Tutte realtà che, a causa della legge vigente, sono penalizzate se non escluse dalle potenzialità di questo strumento energetico”.