Programmi di monitoraggio più attenti permetteranno di valutare lo stato di salute dei mari europei garantendo la stabilità degli equilibri
Da un sondaggio nell’ambito del progetto CLAMER (Climate change and marine ecosystem research results) condotto intervistando oltre 10.000 persone di 10 paesi europei è stato infatti evidenziato come l’inquinamento sia uno dei fattori di maggiore importanza per la popolazione, seriamente preoccupata per la salute dei mari. I dati scientifici dimostrano inoltre che quasi 30mila delle sostanze chimiche presenti sul mercato vengono prodotte in quantitativi superiori alla tonnellata, la maggior parte delle quali finiscono nei corsi d’acqua e nei bacini con gravi conseguenze sugli organismi e sugli ecosistemi marini.
“Il livello di conoscenza e consapevolezza della presenza e del potenziale impatto di inquinanti marini nuovi ed emergenti è ancora molto limitato”, dice il co-presidente del gruppo di lavoro, Patrick Roose, dell’Unità belga di gestione dei modelli matematici del mare del nord (MUMM) in Belgio mentre il co-presidente Colin Janssen, dell’Università di Gand in Belgio, aggiunge: “Per essere veramente efficaci, i programmi di monitoraggio devono essere dinamici e devono prendere in considerazione una lista di sostanze chimiche inquinanti in continua espansione, l’impatto che i diversi inquinanti possono avere sugli organismi, gli ecosistemi e i processi e allocare le attività e le risorse a seconda del rischio percepito.”