Uno studio commissionato da European Environmental Bureau calcola il potenziale impatto di 10 politiche nei settori energetico, agricolo e dei trasporti sulla qualità dell’aria in Europa
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L’UE può raggiungere i suoi obiettivi di qualità dell’aria in tempo, entro il 2030, senza bisogno di annacquare le sue politiche contro l’inquinamento dell’aria. Dieci misure per il settore energetico, agricolo e dei trasporti riescono, da sole, a centrare tutti i target stabiliti nel 2024 con la revisione della direttiva sulla qualità dell’aria ambiente (AAQD) per gli inquinanti NO2, O3, PM2.5, PM10 e NH3.
Inquinamento aria, con 10 politiche -32,5% CO2 e -24% metano
Lo ha calcolato uno studio condotto da Ricardo e commissionato da European Environment Bureau (EEB). “Questa ricerca dimostra che gli obiettivi concordati sulla qualità dell’aria possono essere raggiunti entro il 2030, apportando anche benefici al clima”, afferma Margherita Tolotto di EEB. “Ridurre le emissioni alla fonte è fondamentale per ridurre le concentrazioni di inquinamento atmosferico e proteggere la salute pubblica. Non ci sono scuse per i ritardi”.
Lo studio ha valutato il potenziale di riduzione dell’inquinamento dell’aria di 10 misure che i paesi UE possono attuare a livello nazionale per rispettare i nuovi limiti imposti dall’AAQD.
Si tratta perlopiù di politiche già testate e spesso veri capisaldi della transizione, come accelerare l’espansione delle rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica, zone a basse o zero emissioni dal traffico. Altre sono previste da direttive UE come l’addio ai sistemi di riscaldamento basati sulle fossili.
Altre misure, ancora, sono meno diffuse e potrebbero avere meno accettabilità sociale, come la riduzione del consumo e della produzione di carne e una tassa sugli inquinanti nel settore agricolo (quest’ultima è la misura di gran lunga più efficace per tagliare le emissioni di metano).
Tra i tanti risultati citati nello studio, forse uno dei più importanti è l’effetto a cascata su salute e clima che comportano i progressi possibili sull’inquinamento dell’aria. Lo studio evidenzia “chiari benefici collaterali”: l’attuazione delle 10 misure porterebbe a una riduzione stimata del 32,5% delle emissioni di CO2 e a una riduzione del 23,9% delle emissioni di metano nell’UE. E la prospettiva economica è promettente, con potenziali benefici che superano i costi.