Le conseguenze del cambiamento climatico stanno impoverendo i boschi mediterranei. Variazioni troppo repentine porteranno alla scomparsa delle specie più deboli
Ricreando il paesaggio del passato è stato possibile capire e registrare i cambiamenti avvenuti attraverso i secoli, notando la scomparsa di alcune specie che proliferavano nel passato in determinate aree. Ma gli alberi hanno un alto tasso di resilienza, ovvero di adattamento a nuovi livelli di temperatura e umidità, provvedendo – per contrastare le nuove situazioni – al rallentamento fisiologico della crescita, dell’approvvigionamento del nutrimento dalla terra e di assorbire acqua. Altra capacità di adattamento delle specie arboree, quella di “migrare” verso aree favorevoli e di salire di quota per trovare temperature ottimali allo sviluppo.
“In passato ci sono stati cambiamenti climatici superiori rispetto a quelli che stiamo vivendo, che hanno costretto le specie a rispondere, però giocando con un elemento chiave: il tempo”, ha dichiarato il professor Linares specificando che mentre le condizioni precedenti sono variate nel corso di migliaia di anni, dando così il tempo alle specie di adattarsi e di rispondere ai meccanismi evolutivi, i cambiamenti attuali sono spesso repentini anche a causa delle trasformazioni indotte dall’uomo.