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Record di fusione per il ghiaccio marino dell’Antartide, restano appena 1,91 mln km2

Ghiaccio marino dell’Antartide: nuovo record negativo il 13 febbraio
crediti: NSIDC

Per il 2° anno di fila il ghiaccio marino dell’Antartide tocca un punto negativo

(Rinnovabili.it) – Nuovo record negativo per la calotta glaciale marina del Polo Sud. Il 13 febbraio, l’estensione del ghiaccio marino dell’Antartide ha toccato quota 1,91 milioni di km2, appena sotto i 1,92 mln km2 raggiunti solo l’anno scorso, il 25 febbraio. È il punto più basso mai toccato da quando esiste il monitoraggio satellitare.

E il valore può scendere ancora visto che mancano probabilmente altre due settimane prima della fine della stagione calda nell’emisfero australe. La fine della fusione del ghiaccio marino dell’Antartide, infatti, solitamente oscilla tra il 18 febbraio e il 3 marzo. Gran parte della costa antartica è priva di ghiaccio, esponendo le piattaforme di ghiaccio che la costeggiano all’azione delle onde e a condizioni più calde”, scrive in una nota il National Snow & Ice Data Center statunitense, responsabile del monitoraggio.

Fin da dicembre il ghiaccio marino dell’Antartide è ai minimi

Il nuovo record non arriva come una sorpresa. I livelli della calotta glaciale marina del Polo Sud, infatti, sono rimasti costantemente al di sotto di quelli dell’anno precedente fin da metà dicembre (l’inizio dell’estate australe). Il motivo? L’oscillazione antartica -la cintura di bassa pressione che circonda l’Antartide- “ha portato a venti occidentali più forti della media”, mentre “le condizioni meteorologiche hanno portato aria calda nella regione su entrambi i lati della Penisola Antartica”.

Questo ha fuso gran parte della copertura di ghiaccio nei mari di Amundsen e Bellingshausen e ha ridotto l’estensione del ghiaccio marino nel Mare di Weddell nord-occidentale. “Il ghiaccio marino è disomogeneo e quasi assente su un lungo tratto della costa dell’Antartide che si affaccia sul Pacifico”, nota ancora il NSIDC.

Tuttavia, è bene prendere i dati degli ultimi due anni con la dovuta cautela. Se si allarga lo sguardo si nota che non bastano a definire un trend. Nonostante due record negativi consecutivi, la tendenza di lungo periodo, dal 1979 a oggi, è una curva piatta: non c’è perdita strutturale di ghiaccio marino. E va ricordato anche che quattro dei cinque valori più alti per il minimo glaciale estivo sono stati registrati dopo il 2008.

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