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Beach litter: la plastica è la regina dei rifiuti spiaggiati

Legambiente presenta i dati dell’indagine annuale : nei litorali italiani i rifiuti di plastica costituiscono l’80% del totale

Beach litter: la plastica è la regina dei rifiuti piaggiati

 

 

(Rinnovabili.it) – Bottiglie, posate usa e getta, mozziconi di sigaretta e addirittura cotton fioc. Questa la “marea” di rifiuti spiaggiati sui litorali del Mediterraneo. A passare al setaccio coste e lungomari sono stati i volontari di Legambiente che da aprile a maggio di quest’anno hanno monitorato un’area di 136.330 mq, pari a quasi 20 campi da calcio (29 spiagge italiane e 25 nel Mediterraneo). I risultati di questa operazione sono contenuti nel nuovo rapportoBeach litter“, realizzato e curato dall’associazione ambientalista in collaborazione con Novamont. Quello che viene fuori dalle pagine del report è soprattutto il dato inerente la plastica, ad oggi il rifiuto numero uno delle spiagge italiane: l’80% degli oggetti trovati sulle 29 aree monitorate è di plastica, in crescita di ben 15 punti percentuali rispetto lo scorso anno.

 

“La nostra indagine quest’anno guarda molto di più al Mediterraneo e dimostra – spiega Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – che il problema dei rifiuti spiaggiati è una questione comune da affrontare al più presto. Serve uno sforzo congiunto che coinvolga tutti i soggetti e i territori interessati e programmi concreti per risolvere il problema dei rifiuti in mare e sulle coste. Un dato rilevante è quello relativo ai sacchetti di plastica, che nel nostro Paese rappresentano meno del 2% sul totale dei rifiuti trovati, mentre nelle spiagge degli altri Paesi superano il 7%. Una differenza dovuta principalmente alla messa al bando italiano dei sacchetti di plastica non compostabili, ottenuto dopo anni di battaglie della nostra associazione, che ne ha ridotto il consumo del 50% negli ultimi tre anni e che testimonia che si possono intraprendere azioni concrete ed efficaci”.

 

Entrando nel dettaglio, se si escludono i frammenti e resti di plastica e di polistirolo dalle dimensioni minori di 50 cm (che sono i rifiuti maggiormente presenti), a guidare la top ten del beach litter sono le bottiglie di plastica per bevande (10,3%), tappi e coperchi di plastica e metallo (6,9%), nasse, reti, strumenti da pesca e cassette per il pesce (6,5%). I mozziconi di sigaretta conquistano, invece, il quarto posto con il 5,4%, il residuo di circa 60 pacchetti di sigarette. In quinta posizione troviamo i rifiuti da mancata depurazione (4,9%) come cotton fioc, assorbenti, preservativi, blister, deodoranti da wc. Ci sono poi stoviglie usa e getta di plastica (4,8%), materiali da costruzione (4%), flaconi di detergenti (3,8%), bottiglie di vetro (3,3%) e sacchetti di patatine e stecchetti di leccalecca e gelati (1,9%) che chiudono la classifica.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.