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L’importanza dell’innovazione nell’agrifood

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Foto di DJI-Agras da Pixabay

di Nicola Pirina

(Rinnovabili.it) – E’ giunto il momento di prendere in considerazione ed applicare l’insieme delle nuove tecnologie hardware e software che sono utilizzabili nella catena di valore dell’industria agroalimentare, dalla produzione delle sementi alla lavorazione dei cibi. E il prenderle in considerazione deve essere considerato a livello sistemico ed endemico, a prescindere dalle dimensioni delle imprese agricole, dalla longitudine e latitudine delle pubbliche amministrazioni coinvolte. Serve imparare a maneggiare la complessità aziendale nell’era della mondializzazione con nuovi strumenti, per governarla e farne una strumento predittivo prima e gestionale poi.

Prendiamo quindi in considerazione le tecnologie che incrementano le produzioni, l’efficienza delle aziende agricole indipendentemente dalla dimensioni, che aiutano però le stesse a rispettare l’ambiente, l’aria, l’acqua, le persone, il clima ed i terreni. Quindi le prossime generazioni.

E’ questo oramai argomento imprescindibile, posto che è decisamente in crescita la popolazione, l’inquinamento, i cambiamenti di abitudini alimentari delle persone e degli animali, considerato che è sempre dietro l’angolo un’allerta meteo (o terremoto o, oramai, peggio ancora, allerta pandemica), visto che si diffondono le tecnologie (diventate economicamente abbordabili su larga scala).

Anche per le aziende agricole i processi decisionali, per essere innovati, devono essere presi in considerazione dai livelli più bassi. Livello piantine. Ecco, lì dobbiamo intervenire.

Nel cuore del problema con le soluzioni più performanti.

Prendiamo, ad esempio, i sensori, oramai possono essere montati sia a terra che in aria, finanche sui mezzi per le lavorazioni, possono essere utilizzati per il monitoraggio della salute degli animali, delle piante, dei terreni, dell’acqua e dell’aria, per la gestione delle irrigazioni, per le previsioni del tempo, per la fertilità dei terreni. E così via per altre tecnologie per altre declinazioni d’uso.

Tutte in rete, connesse tra di loro e con i satelliti.

Il lavoro nei campi andrà ad essere più tecnologico che mai, gli imprenditori e gli operatori dell’industria dell’agrifood stanno andando a trasformarsi in gestori di tecnologie applicate alla tradizione.

Ma cosa accadrà, concretamente, da oggi al 2050?

–          avremo aziende agricole più piccole, più intelligenti, più sostenibili;

–          servirà il quadruplo delle tonnellate per anno di ogni derrata;

–          ci saranno 2,5 miliardi di persone in più;

–          la conduzione delle aziende agricole contribuirà in maniera determinante ad arginare il deterioramento del cambiamento climatico, sosterrà la lotta all’erosione dei suoli, inquinamento acqua, sarà argine alla perdita delle biodiversità;

–          si alleggeriranno e rimpiccioliranno le macchine agricole;

–          si ottimizzerà la pianificazione delle attività in generale fino alla pianificazione dei percorsi che le macchine devono fare nei campi;

–          la robotica renderà più efficienti le aziende, si userà a livello chirurgico per la somministrazione dell’acqua e dei pesticidi così come per i fertilizzanti, per la semina di precisione, per la mietitura;

–          analytics sui big data autogenerati e storati, machine to machine e tecnologica satellitare saranno d’uso quotidiano nei campi;

–          i droni sosterranno il monitoraggio dei campi e delle produzioni abilitando, tra gli altri, input specifici per la gestione e per le lavorazioni;

–          agribot con controllo gps animeranno landscape agricoli alleviando, finalmente, i mestieri trai più pesanti che ci siano.

Queste alcune delle assunzioni di base per le quali è opportuno alzare l’attenzione e rendersi pronti per gli anni a venire. E’ determinante, per gli anni che arrivano, anche in Italia, connettere innovazione, investimenti ed affari nell’industria dell’agrifood.

La tecnologia è la chiave per bilanciare l’equazione alimentare mondiale, a patto che le nostre capacità tecnologiche ci equipaggino per affrontare le sfide alimentari globali di domani. È possibile infatti fondere le migliori idee dell’agricoltura commerciale con l’agricoltura biologica, il cibo locale e la conservazione ambientale, per plasmare un pianeta sano e una dieta equilibrata che i consumatori possano accettare.

L’agricoltura digitale può aprire opportunità per i coltivatori di avvicinarsi ai principali acquirenti, trasformatori e consumatori di derrate. Le aziende che utilizzano gli strumenti di nuova generazione per mirare ad aumentare la resa, la nutrizione, la salute, il gusto, la consistenza e la resistenza, cambieranno il modo in cui mangeremo domani. La robotica e l’automazione alleggeriranno la pressione sulla carenza di manodopera nel settore agricolo.

Queste e molte altre le sollecitazioni cui tutti insieme possiamo dare risposta per mettere al centro la salute delle persone e dell’ambiente. Nel paese abbiamo tutte le competenze, le conoscenze ed il saper fare per disegnare un futuro possibile.

Ma non bisogna dimenticare: innovare, innovare, innovare.  

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