Grazie alle pompe di irrigazione a energia solare, in alcune zone dell’Africa è possibile irrigare i terreni da coltivare anche nelle zone remote e aumentare la produzione agricola. Ci sono però alcune criticità da risolvere per attuare efficaci strategie di adattamento in grado di affrontare problemi complessi
Possibilità di irrigazione e aumento della produzione agricola
In Europa razionalizzare l’irrigazione è un obbligo sia per risparmiare acqua che per fronteggiare i sempre più prolungati periodi di siccità.
In altre aree del mondo la possibilità di irrigare i terreni fa la differenza tra un terreno sterile e uno fertile, tra la sicurezza alimentare e la fame, tra la vita e la morte.
Pompe di irrigazione a energia solare in Africa
La situazione idrica dell’Africa subsahariana è particolarmente critica, ma i piccoli hanno individuato una strategia di adattamento nell’adozione di sistemi di irrigazione alimentati a energia solare.
L’insicurezza alimentare e idrica è aumentata in tutta l’Africa Meridionale per gli effetti provocati da El Niño. In questa condizione di emergenza nell’emergenza, per proteggere le popolazioni locali dalla malnutrizione si è pensato di adottare le pompe di irrigazione alimentate ad energia solare.
L’impiego di energia solare su larga scala ha portato anche altri vantaggi. Ad esempio, è diminuita la dipendenza dalla rete nazionale dell’energia, con un indubbio beneficio per i piccoli agricoltori e per la produzione alimentare.
Nel caso dell’agricoltura, le pompe per l’irrigazione alimentate a energia solare hanno permesso ai piccoli agricoltori di coltivare anche i terreni che si trovano in zone remote.
El Niño e la rete elettrica
Nei periodi in cui c’è il fenomeno di El Niño, le condizioni della rete elettrica peggiorano al punto di dover ricorrere al load shedding, ovvero a interrompere l’erogazione dell’energia elettrica in alcuni tratti della rete nelle ore di punta.
Per risolvere il problema, lo Zambia, ad esempio, ha allentato le restrizioni alle importazioni di pannelli solari.
Nonostante ci sia un’adozione crescente dell’irrigazione a energia solare da parte degli agricoltori, le criticità da affrontare sono ancora molte.
Ad esempio, manca ancora un buon coordinamento degli attori della filiera, la competenza dei trivellatori è scarsa, le zone coltivate sono eterogenee e quindi hanno bisogno di impianti di irrigazione di dimensioni adeguate.
Prelievi incontrollati di acque sotterranee
Nelle regioni di Chibombo e Chongwe si è verificato un aumento incontrollato dei prelievi delle acque sotterranee, un fatto che in futuro potrebbe portare a carenze di disponibilità idrica.
Infatti utilizzare l’acqua del sottosuolo per l’irrigazione agricola ha un forte impatto sull’esaurimento delle risorse idriche superficiali e sotterranee.
Com’è ampiamente dimostrato, gli effetti di El Niño hanno ripercussioni su acqua, cibo, energia, salute e ambiente. Pertanto, è necessario un approccio coordinato multi-stakeholder per attuare efficaci strategie di adattamento in grado di affrontare problemi complessi, come:
- coltivazioni adatte all’ambiente che hanno meno necessità di irrigazione;
- integrare i servizi di informazione climatica con pratiche scalabili che ottimizzano la gestione dell’acqua, migliorano la ritenzione di umidità del suolo e riducono la dipendenza dall’irrigazione;
- utilizzo sostenibile delle acque sotterranee e riduzione della necessità di irrigazione con produzioni agricole su misura e pratiche intelligenti dal punto di vista climatico.
La sinergia tra i settori idrico, energetico, ambientale, nutrizionale e sanitario migliorerà la coerenza delle politiche e la pianificazione di azioni di lungo periodo come pure la programmazione dell’irrigazione e il dimensionamento delle pompe di trivellazione.